Cocktail rosso in un bicchiere di cristallo con ghiaccio e scorza di limone su un tagliere di legno
Cocktail Negroni — foto: Will Shenton · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

C'è un momento della giornata, a Milano, in cui la città cambia passo. Gli uffici si svuotano, i tram si riempiono, e nelle piazze e lungo i marciapiedi compaiono bicchieri dai colori accesi, accompagnati da qualcosa da sgranocchiare. È l'aperitivo, un'abitudine che altrove si è diffusa da tempo ma che qui ha radici profonde: non è soltanto un drink prima di cena, è un modo di chiudere il lavoro e ritrovarsi, con una sua grammatica fatta di bitter, vermouth e bollicine.

Un bitter rosso nato nell'Ottocento

La storia dell'aperitivo milanese passa inevitabilmente per il Campari. Il bitter rosso fu ideato nel 1860 da Gaspare Campari a Novara; pochi anni dopo l'inventore si trasferì a Milano, dove aprì un caffè davanti al Duomo e, quando nel 1867 fu inaugurata la Galleria Vittorio Emanuele II, ne seguì l'apertura proprio sotto le sue volte. Alla morte di Gaspare, nel 1882, l'attività passò al figlio Davide, che la trasformò in una produzione su scala industriale con uno stabilimento alle porte di Milano, a Sesto San Giovanni.

Negli anni Trenta il bitter diventò anche un'icona di design: nel 1932 nacque il Camparisoda, già miscelato e venduto nella piccola bottiglia conica disegnata dall'artista futurista Fortunato Depero, ancora oggi riconoscibile al primo sguardo. Un dettaglio che racconta bene il legame tra Milano, la grafica e la pubblicità.

Dal Milano-Torino al Negroni

Prima dei cocktail moderni c'era una miscela semplicissima, il Milano-Torino: il bitter di Milano e il vermouth di Torino, serviti con ghiaccio e una scorza di agrume. Con l'aggiunta di acqua di seltz divenne l'Americano, secondo una spiegazione diffusa ribattezzato così per il gradimento dei viaggiatori statunitensi.

Il Negroni, invece, nasce a Firenze. Il racconto tramandato vuole che, intorno al 1919-1920, il conte Camillo Negroni chiedesse un Americano più deciso e che il barista sostituisse il seltz con il gin. Gli altri clienti avrebbero cominciato a ordinare «quello del conte», e il nome sarebbe rimasto. La vicenda è citata ovunque ma non è priva di dubbi: c'è chi contesta perfino l'identità del conte. Resta la ricetta, ormai classica: gin, bitter e vermouth rosso in parti uguali, con ghiaccio e scorza d'arancia.

Lo Sbagliato, l'errore più fortunato

Il Negroni sbagliato è invece milanese a tutti gli effetti. Nasce in un bar della città tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, quando al posto del gin finì nel bicchiere uno spumante secco. Il racconto popolare parla di una bottiglia presa per sbaglio, da cui il nome; è una storia mai davvero verificata, e c'è chi pensa che la scelta delle bollicine fosse tutt'altro che casuale. In ogni caso il risultato, più leggero e frizzante del Negroni originale, è diventato uno dei cocktail più ordinati della città.

Le parole giuste. Al banco basta chiedere uno «Sbagliato»: a Milano tutti capiranno. E se preferite qualcosa di analcolico, il rito non cambia: conta il momento, non la gradazione.

Come vivere l'aperitivo da ospiti

L'aperitivo milanese si consuma tra il tardo pomeriggio e l'ora di cena, di solito in piedi o seduti all'aperto quando il tempo lo consente, e il drink arriva accompagnato da qualcosa da mangiare. Non serve prenotare né seguire regole rigide: si sceglie un posto, si ordina, si osserva la città che rallenta.

  • Nelle sere di bel tempo, i dintorni di Porta Venezia sono uno dei quartieri più vivaci della città.
  • Per una passeggiata prima di cena, i viali dei Giardini Pubblici Indro Montanelli sono vicinissimi.
  • Se volete vedere la Galleria dove tutto è cominciato, il Duomo è a pochi minuti di metro o a circa 20 minuti a piedi.

E naturalmente l'aperitivo si può fare anche a casa. Bixio Loft Volte & Charm ha una cucina completamente attrezzata, con frigorifero per tenere in fresco bottiglie e ghiaccio: un bicchiere sotto le volte in mattoni, prima di uscire a cena, è un modo tranquillo per entrare nel ritmo della serata milanese.

Un'ultima avvertenza, la più importante: l'aperitivo è un piacere da vivere con misura. Se uscite la sera, scegliete i mezzi pubblici; la metro M1 a Porta Venezia e il tram 19, con la fermata sotto casa, vi riportano comodamente al loft.

Un aperitivo anche a casa

Nel loft trovate una cucina completamente attrezzata con frigorifero: l'ideale per un aperitivo tra le volte in mattoni prima di uscire a cena.